La finitura
La Finitura
Quando la struttura del mobile è finita ha inizio il lavoro di finitura.
La prima cosa da fare è ricoprire i bordi del cartone che mostrano le ondulature con kraft gommato o sostituito (per maggiori info vai al corso sui materiali).
Il mobile poi può essere lasciato grezzo o rifinito. Nel caso vi piaccia il mobile grezzo potete passare direttamente 2 mani di flatting all'acqua su tutta la superfice del mobile per renderlo resistente all'umidità e renderlo lavabile.
Nel caso vogliate rifinire il mobile ecco riportate alcune tecniche:
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La carta di giornale
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La carta velina
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La carta fatta a mano
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L'enduit o primer
La carta di giornale
Si prendono dei giornali con carta non patinata, meglio dei quotidiani, si strappa la carta in pezzi in modo disomogeneo. La carta deve essere sufficiente per ricoprire due volte l'intera superfice del mobile.
I pezzi più piccoli verrano usati per rifinire le parti più piccole del mobile, viceversa quelli più grandi copriranno pià in fretta le aree grandi e piane.
Si immerge la carta in una bacinella di acqua tiepida per circa due ore, dopodiché si strizza bene e s i inizia a posizionare sul mobile, incollandola on una miscela di acqua e colla vinilica in queste proporzioni: 1 parte di acqua e 2 parti di colla.
Si ricopre tutta la superfice del mobile di carta, si lascia asciugare e si ripete il tutto una seconda volta.
Una volta asciugato bene si rimuovono eventuali imprefezioni con la carta vetrata o con la levigatrice.
Se si vuole pitturare il mobile lo si può fare con colori a piacimento (acrilici, smalti, ad acqua, ...)
La carta velina
Si prende una quantità sufficiente di carta velina, la si strappa e si riveste il mobile applicando pezzi di carta sovrapposti incollati con colla da parati.
Per ottenere un buon risultato occorre applicare diversi strati di carta velina, perché essa è molto sottile e trasparente.
Questa finitura non ha bisogno di essere pitturata, richiede soltanto due mani di flatting all'acqua.
La carta fatta a mano
(Coming soon)
L'enduit o primer
Questa tecnica francese è chiamata “enduit” e tradotta con primer in inglese e gesso o base in italiano.
La ricetta:
9 parti di Bianco di Meudon
6 parti di colla vinilica
3 parti di acqua
quando il composto è ben miscelato, bisogna aggiungere un cucchiaino di olio di lino.
Questo è la ricetta base, ora però mi permetto di dire quello che io ho sperimentato da quando ho cominciato a costruire mobili di cartone.
Cominciamo dalla scelta da fare per la finitura. Io utilizzo l'enduit quando decido di pittare il mobile con colori acrilici, altrimenti lo rivesto semplicemente con carta: di riso, di vecchi giornali (perchè no?!), di cocco (molto bella, ma anche affatto economica).. o carta fatta a mano da noi!
Questa base permette di nascondere le irregolarità del cartone e di renderlo più resistente, quindi è consigliato applicarla quando il mobile è destinato ad un ambiente umido, come il bagno per esempio. Io personalmente passo almeno due mani di enduit, che si può stendere con un pennello.
Quello che bisogna fare prima di posare l'enduit è ricoprire tutto il mobile con una miscela in parti uguali di acqua e colla vinilica per almeno due volte, in modo da impermeabilizzare il cartone.
Quando l'enduit è asciutto, prendo la levigatrice (se non si ha, si procede a mano.. ma se il mobile è grandicello, è un lavoro un po' faticoso! ) e la passo su tutto il mobile, in modo da levigare ben bene la superficie.
Alcuni consigli sugli ingredienti utilizzati per la ricetta dell'enduit:
O meglio sull'ingrediente Bianco di Meudon. Nella ricetta si può leggere che il Bianco di Meudon è polvere di gesso, e se non sbaglio viene utilizzato per fare le tele. In alcune città, come la mia, non si trova facilmente. Si potrebbe prenderlo on line, oppure...
Inizialmente l'ho sostituito con Bianco di Spagna. Poi ho optato per lo stucco per interni e credo non ci sia molta differenza. Sono soddisfatta della resa e per ora anche della resistenza dei mobili. È passato poco tempo da quando li ho fatti, neanche un anno, ma per ora sono ancora vivi e intatti.
Il flatting
Qualsiasi finitura si decida di applicare al proprio mobile, è necessario passare due mani di flatting su tutto il mobile, così se ci cade dell'acqua, non ci prende una crisi di pianto pensando a tutto il lavoro fatto e distrutto in così poco tempo :-) Questo ci permette anche di pulirlo con una “pezzulella” umida in tutta tranquillità!
Ci sono principalmente due tipi di flatting (e, in generale, di vernici):
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a solvente
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all'acqua
Le vernici a solvente non si disciolgono in acqua ma solo in particolari soluzioni solventi (tipo acquaragia), solitamente sono assai tossici e nocivi se inalati. Debbono essere utilizzati con adeguate precauzioni e soltanto in luoghi aperti o perfettamente areati.
Ci sono particolari tipi di flatting a solvente particolarmente resistenti che vengono utilizzati per impermeabilizzare le imbarcazioni. Sono molto validi ma piuttosto pericolosi per un utilizzo domestico.
Le vernici ad acqua si disciolgono in acqua, hanno un impatto molto più ridotto, sono solitamente inodore e possono essere utilizzate anche in interni senza particolari precauzioni.
Molti consigliano di utilizzare il flatting per le imbarcazioni soltanto se il mobile è sottoposto ad ambienti fortemente umidi.
Personalmente ho avuto una brutta esperienza con questi tipi di flatting, poiché sono tossici quindi bisogna prestare molta attenzione... non esagerare nelle quantità quando si stende e lasciare il mobile a prendere un bel po' d'aria. Attualmente non li uso più, ma compro dei flatting all'acqua, che hanno un costo più elevato, ma almeno evito rischi per la salute.
Questo tutorial è stato scritto da Mari e Maddalena.
Riferimenti:
http://camillecarton.free.fr/create%20first%20piece%20of%20furniture.htm

